Irina Gabiani´s works at “Circular” Fellner Contemporary, Luxembourg,Luxembourg

5th May opening of the show “Circular” Fellner Contemporary in Luxembourg, from 17:00 till 20:00.

Artists:

Irina Gabiani and Katarzyna Kot-Bach

Fellner Contemporary

2 Rue Wiltheim

L- 2755 Luxembourg

Irina Gabiani Life performance in support for Ukraine on the opening of the exhibition ” Circular” at Fellner Contemporary.

Irina Gabiani´s video at NEVER CROSS THE SAME RIVER TWICE

Irina Gabiani, still from the video “Counting the infinite” at the video art exhibition “NEVER CROSS THE SAME RIVER TWICE” at Kunstverein Kärnten, Klagenfurt, Austria

NEVER CROSS THE SAME RIVER TWICE

Chapter 3: Spectrum of Appearances

Kunstverein Kärnten

Klagenfurt, Austria

https://www.kunstvereinkaernten.at/

30 April – 9 June 2022

NEVER CROSS THE SAME RIVER TWICE embraces expansive videographies that aim to foster new forms of transnational and collective assembly. The exhibition forms a time-shifting survey of performances converging between video, film and installation. Initiated as a travelling research project in 2020, the exhibition traces the recent video practices of 14 international artists.

The selected video works act as sites of visual contestation; cinematic aesthetics with narratives that re-remember; they reclaim histories and ancestries; decolonize both the mind and the imagination. Referencing Heraclitus’ river, which conceived identity as an ever-evolving and fluctuating entity, the title of the exhibition is a call to invent new grounds in place of entrenched environmental, political, and regulatory systems.

The participating artists tackle subjects that challenge us to reflect on the changing world in which we live, reconstructing and reclaiming lived-realities and public domains. Exploring the limits of film as activism, several of the works reflect what Argentinian scholar Walter D. Mignolo termed the, ‘epistemic disobedience and decolonial freedom,’ needed to rebuild non-colonial futures.

From a ‘coming community’ to a planetary escape, the project opens up uncanny spectral exits to new collective and geopolitical imaginaries. NEVER CROSS THE SAME RIVER TWICE aims to expand and densify the interconnected motifs weaved through the exhibition program; history, ancestry, ethnography, spirituality, memory, colonization, Afrofuturism, feminism, diaspora, identity, globalization, consumerism, myth.

Participating artists:

Ahmet Öğüt (Turkey), Aïda Patricia Schweitzer (Luxembourg), Binta Diaw (Senegal), Gilivanka Kedzior (France), Harold Offeh (Ghana/UK), Irina Gabiani (Georgia), Kokou Ekouagou (Togo), Longinos Nagila (Kenya), Marinella Senatore (Italy), Mohammed Laouili (Morocco), Monica de Miranda (Angola/Portugal), Mouna Karray (Tunisia), Sethembile Msezane (South Africa), Zlatko Ćosić (USA)

Curated by Kisito Assangni

https://www.kunstvereinkaernten.at/?fbclid=IwAR3_jITkntmS_SspS9Cx2-d2rmnyOECFTdZaY4_ZkvOexZoJtRJ9ocFhgkA

Irina Gabiani “Peace letters to Ukraine”, The New Museum of Networked Art, Cologne

PEACE LETTER TO UKRAINE 2

Violence and war as destructive matter are standing against culture, art and creativity. The Putin 2022 War is barbarian und destructive trying to erase solidarity and humanity.
But not only the Ukrainians and their friends and supporters are standing up against the violation of international law and the humanitarian disaster, but all civilised people, cultural workers and artists.
This 2nd video program – starting immediately with spontaneous submissions on an ongoing basis during a limited period – is representing another way how art can serve as a tool to show and confirm solidarity with the Ukrainian people.

Irina Gabiani, still from the video” Whispering for freedom”, 2014

“Whispering for freedom”, 2014 

Sometimes whispers are louder than screams.

In this video, the artist conveys the idea of freedom by whispering, because freedom is an inner state that no one can ever take away from you if you do not want.

This video was made in solidarity with Ukraine in 2014, when Russia attacked Ukraine, invaded its territory and killed many people. 

http://alphabet.nmartproject.net/cinema-u-2/?fbclid=IwAR0ZtL8FLswcDNUilzf9OBrrhzpsk9sNcNTJGPtQKXRP2VY0W8lQJgoHAXE.

Irina Gabiani at Bienvenue art fair, Galerie pj, Paris

Galerie PJ participe à ‘Bienvenue Art Fair’

Du 5-10 Avril, 2022

chambre N° 40

avec les artistes :
James Brown, Irina Gabiani, Brent Birnbaum


DU 5-10 AVRIL, 2022
Vernissage le 5 avril, 2022 : 18: 00 — 22:00
Mercredi 6 – Samedi 9 avril : 12:00 — 20:00
Dimanche 10 avril : 12:00 — 19:00

 
BIENVENUE ART FAIR
Hôtel La Louisiane, Paris
60, rue de Seine, 75006 PARIS

plus d’information : info@galerie-pj.com

https://galerie-pj.com/our-fairs/?lang=en



https://bienvenue.art/


20×20 eventi 2020, Museum of Contemporary Art of Villa Croce, Genova, Italy

“20 x 20 EVENTS 2020”

Villa Croce Contemporary Art Museum, Genoa, courtesy of Caterina Gualco . @gualco_unimediamodern

Wednesday, March 2, 2022 to the Museum of Contemporary Art of Villa Croce at the opening of the exhibition “20×20 EVENTS 2020”.

At 12 o’clock there will be a press conference in which we will present the catalogue while the Museum will remain open to visitors until h. 18 to inaugurate the exhibition!

20×20 collection, created to celebrate the 50th anniversary of Unimediamodern, is on display in the Villa Croce Museum.

This collection will offer you a visual overview of these 50 years full of art and joy of spreading culture!

Irina Gabiani´s work “Peach runner”, is a part of the collection of 20×20

My Mother, My Father and I

Muratcentoventidue Artecontemporanea

My Mother, My Father an I

Elisabetta Di Sopra, Irina Gabiani, Paola Gandolfi, Kaia Hugin, Debora Vrizzi

Il tema della famiglia costituisce un elemento fondamentale per quasi ogni artista, a volte per i suoi primi passi, come background di partenza per la propria sperimentazione o la propria riflessione concettuale, a volte nella sua evoluzione, per necessità autobiografiche o individuando nella famiglia una materia prima, un fenomeno sociale e culturale che permette di mettere in campo una riflessione che unisce arte e vita.

 In questa mostra vediamo le opere di cinque artiste Elisabetta Di Sopra, Irina Gabiani, Paola Gandolfi, Kaia Hugin e Debora Vrizzi che permettono di investigare gli intricati territori dei ruoli di padre e madre   e le dinamiche e  le strutture che definiscono il concetto di famiglia nel mondo contemporaneo.

I video, le fotografie e le installazioni in mostra affrontano e decostruiscono questo concetto, coniugando la soggettività autobiografica di ogni artista con la ricerca di un significato collettivo, riflettendo su quei legami culturali, morali, etici e biologici che definiscono e caratterizzano una famiglia.

La ricerca artistica di Elisabetta Di Sopra si esprime in particolar modo attraverso l’uso del linguaggio video per indagare sulle dinamiche più sensibili della quotidianità e delle sue microstorie inespresse, dove il corpo femminile assume spesso un ruolo centrale perché custode di una memoria e di un suo linguaggio espressivo. Ci sono due nuclei fondamentali all’interno della sua pratica, uno incentrato sul rapporto tra corpo e materia, l’altro su corpo e memoria, corrispondenti rispettivamente alla sua prima e seconda produzione video.

Nel video FAMILY l’artista riflette sulle dinamiche familiari al cui interno spesso si diventa ostaggio dell’altro. Una contesa reciproca, dove la famiglia che dovrebbe essere un nido rassicurante diventa una gabbia che imprigiona. Il secondo video Tempo di lettura 1938 – 2015 / Mio Padre è una delicata riflessione sulla figura paterna. “La vita è come un libro -riflette l’artista- che si continua a sfogliare pagina dopo pagina, sperando che non finisca mai. E invece, anche se non lo si conosce, esiste un tempo di lettura, che differisce da ciascuno di noi. Quello di mio padre inizia nel 1938 e si conclude nel 2015, poco dopo il momento in cui ho pensato di ritrarlo nella stessa posa di una sua foto da ragazzino assorto nella lettura. Gli estremi della sua vita scanditi in 48 secondi, come se lui avesse avuto la necessità di ripercorrerla, allontanandosene.”

Irina Gabiani   è un’artista italiana di origine georgiana, nata a Tbilisi (Georgia) nel 1971. Vive in Lussemburgo dove si occupa di disegno, pittura, installazioni, video e performance.

L’Universo nella sua olistica essenza è al centro della ricerca di Irina Gabiani, influenzata dalla cultura e dalla filosofia orientale, secondo la quale noi tutti apparteniamo ad un unico “grande organismo” immaginato come una sorta di complicata catena dagli anelli correlati, del quale noi, e tutto quanto attorno a noi, siamo parte.

Cercando di vedere oltre quanto possiamo percepire con i nostri occhi, l’artista ricerca le innumerevoli somiglianze tra l’infinitamente grande e l’infinitamente piccolo all’interno della materia. Più conosciamo la materia e ne capiamo la complessità che ci sfugge alla visione immediata e più l’infinitamente piccolo ci conduce all’universo.

L’artista presenta il video “One Common Father”, basato sul testo dello scrittore georgiano Grigol Robakidze. Il focus è l’eterna lotta tra due forze opposte (..Father – necessity,Child – freedom..) , e allo stesso tempo l’unione universale al loro interno.

L’artista romana, Paola Gandolfi, attiva sulla scena artistica sin dagli anni ’70, lavora su diversi media, pur rimanendo la pittura il suo linguaggio di riferimento. Fin dai suoi esordi si occupa del mondo e della figura femminile, delle dinamiche psico-fisiche che ne definiscono l’identità, attingendo dall’inesauribile ricchezza del mito e delle figure di donne che lo animano. Il suo lavoro è incentrato sull’esplorazione di luoghi inaccessibili come l’inconscio femminile che tramite la sua pittura e la video animazione cerca di analizzare.

Il video La Recherche de ma Mère, costruito su elementi tratti dai dipinti dell’artista, mette in scena un percorso profondo ma ironico alla ricerca dei luoghi simbolo della psiche femminile, attraversando ironia, insicurezza, amore e sessualità, senso di delusione e aggressività. il lavoro dell’artista racconta la donna, attingendo alla ricchezza inesauribile delle figure emblematiche provenienti dalla religione, come Maria Maddalena e le sante, o dal mito, come Clitennestra e Elettra. L ’artista cerca così di rifondare un immaginario al femminile, una genealogia che risale al mito primigenio della Madre.

In una quotidianità immaginaria, parti del corpo e della psiche si scindono e si ricompongono in un equilibrio sempre nuovo, già oggetto della particolarissima ricerca dell’artista.

L’artista norvegese Kaia Hugin, esplorando in maniera trasversale la danza, la performance e la video arte, lavora dal 2008 a una serie di video intitolata “Motholic Mobbles”, una riflessione su temi esistenziali attraverso l’esplorazione del movimento e dello spazio. Nelle sue performance, cerca di comprendere quelle esperienze corporee che facciamo nei nostri sogni, cercando di indagare situazioni che si pongono al confine fra razionale e irrazionale. I suoi lavori ricordano i film d’avanguardia di una pioniera del cinema, Maya Deren, che a metà del secolo scorso ha sperimentato combinazioni di film, coreografia e movimento con effetti surreali e molto personali. 

L’artista presenta una serie di cinque foto Sculpting and Modeling # 1 -5 che si ispirano al lavoro dell’artista americano Bruce Nauman che da sempre esplora le possibilità performative dell’essere umano: la camminata, la postura, la gestualità delle dita.

Kaia Hugin nelle sue sperimentazioni con la fotografia riprende gesti, situazioni ed attività quotidiane, che, pur nella loro banalità, diventano oggetto di indagine – riflessione e soggetto artistico.

Debora Vrizzi è una videoartista e regista italiana. Come performer e cineasta, lavora da sempre con le immagini, il movimento, la fotografia e il corpo per mettere in scena una riflessione sull’identità personale e collettiva, a volte attraverso strutture semi-narrative, altre volte mediante una struttura simbolico-concettuale, in altre ancora slittando verso la documentazione del reale e l’autobiografia. I suoi personali progetti artistici seguono due strade: la prima è caratterizzata dal mettere in gioco il proprio corpo come protagonista delle sue opere, le quali sono strutturate su un impianto prettamente cinematografico: i suoi quadri viventi sono delle vere e proprie ‘mises en scène’. La seconda è apparentemente opposta poiché l’artista sceglie di mettere in scena il cinema del reale.

Così l’artista a proposito del suo video “Family Portrait : ” Siedo, impolverata, ad un tavolo. La mia famiglia, in piedi a fianco a me, soffia via la polvere che si è depositata sul mio corpo. Famiglia che ci nutre e ci divora. Godiamo di questo duplice aspetto, fondamento dell’amore, contraddittorietà senza soluzione. Parlo dello scorrere del tempo e degli affetti”.

Sede

Muratcentoventidue-Artecontemporanea 

http://www.muratcentoventidue.com

Via G. Murat 122/b – Bari

Inaugurazione 

Sabato 23 ottobre, 2021, ore 19.00

Irina Gabiani, “Interior theatre”,Galerie PJ , Metz, France

 

 

 

Vernissage samedi 23.Janvier 13-17h

 

 Décembre deux mille vingt.

 Au confinement printanier des corps répond chez Irina Gabiani la volonté de questionner

et de conceptualiser ce moment si particulier de notre existence, volonté encore de mettre en relief l’incertitude

des temps présents et futurs au regard d’un proche passé rassurant.

De fait, la plupart des œuvres présentées dans cette exposition ont été réalisées à cette période.

Le support panneau bois ou toile nuitamment assombri ou à contrario pâlement blanchi devient « lieu-théâtre » qui donne à voir.

Des personnages anonymes, énigmatiques voir fantomatiques ainsi que des objets du quotidien surgissent

et nous semblent pourtant si familiers. Ils paraissent devenir porteurs de messages

et jouent le rôle de passeurs, passeurs du moi de l’artiste vers le spectateur que nous sommes.

Ils entament une bergamasque comme pour refuser la tristesse ambiante et participent

d’une chorégraphie, d’une scénographie théâtrale précise et ordonnée : topographie onirique révélée.

Que nous content ils ?

Que nous révèlent ils ?

Sur l’échiquier de nos vies, la diversité d’un arbitraire nous donne à tout un chacun le libre arbitre

de chercher, de trouver une réponse … ou non à ce questionnement.

https://galerie-pj.com/  

 

 

Article on Irina Gabiani’s exhibition “Interior theatre” at Galerie PJ, in the XIBT Contemporary Art Magazine  

 

 

 

 

 

 

 

 

Irina Gabiani’s video at TIME is Love.12 [Show 4] Universal Feelings: Myths & Conjunctions WE OPEN SPACE & WIENSTATION, Vienna, Austria

 



TIME is Love.12 [Show 4]
Universal Feelings: Myths & Conjunctions
WE OPEN SPACE
&
WIENSTATION
Vienna
www.timeisloveshow.org
www.weopenspace.at
17 – 19 September 2020
Screening and Dj Set

Including:

Amy Bassin & Mark Blickley, Avant Kinema, Celine trouillet, Egle Oddo, Haythem Zakaria, Hicham Matini, Hiroshi Atobe, Ilaria Di Carlo, Irina Gabiani, Kent Tate, Kokou Ekouagou, Laura Cabrera & Sira Cabrera, Lisi Prada, Oscar Leone Moyano, Monica De Miranda, Pablo-Martín Córdoba, Sara Bonaventura, Sonia Laura, Virginie Foloppe.

Curated by Kisito Assangni
Organised by Wilfried Egger Lienz

 

Frame from Irina Gabiani’s video

“World as yourself”, 2013 ©