The end is your choice, Marie Paule Feiereisen, Irina Gabiani, Philippe Lamesch at Nosbaum Reding Projects, Luxembourg

 


 

Nosbaum Reding a le plaisir de vous inviter au vernissagede l’exposition collectiveThe End Is Your Choice de Marie-Paule Feiereisen, Irina Gabiani et Philippe Lamesch, le jeudi 29 novembre 2018 à 18h.

Nosbaum Reding is pleased to invite you to the opening reception of the group exhibition The End Is Your Choice by Marie-Paule Feiereisen, Irina Gabiani and Philippe Lamesch on Thursday, 29 November 2018 at 6 pm.

Marie-Paule Feiereisen


Irina Gabiani


Philippe Lamesch


THE END IS YOUR CHOICE

chez Nosbaum Reding Projects, Luxembourg

29 novembre 2018 – 5 janvier 2019
Vernissage:
jeudi 29 novembre à 18h
Visuels:

Marie-Paule Feiereisen
Anamorphose, 1991-92
Peinture et pigments sur toile, 130 x 162 cm

Irina Gabiani
Domino principle (the end is your choice), 2018
Installation, médias mixtes,
dimensions variables

Philippe Lamesch
Catalyzed I, 2018
Collage avec pièces de gravure, peinture spray, dessin, 40 x 40 cm

nosbaumreding.lu
2 + 4, rue Wiltheim L-2733 Luxembourg
Wednesday-Saturday 11 am – 6 pm or by appointment / (+352) 28 11 25 1

 

Irina Gabiani: Domino Principle (the end is your choice)

This series of works by Irina Gabiani portrays the artist’s exploration into the realm of hedonism with its constant quest for beauty and pleasure by human beings.

The works are presented in a sequence following rules of the game of dominoes, where every tile (canvases and wood) implies and determines the next one. Just like in life where one decision can impact consequent events.

 

In this works Irina Gabiani considers the positive aspects of hedonism, which has accompanied the development of humanity. We – as a society – have developed art, architecture, music, food… but even science and medicine thanks to the search for our wellbeing.

The real problem with hedonism is the same as with the development of our society: selfishness. The problem lays in human attitude: how far can we go searching for pleasure without jeopardizing our society as a whole? How far can we go with the search of wealth, without damaging the whole world?

This selfishness is causing the negative deviation of all of our activities. As with any other principle, exaggeration is always defective and can result in destruction…

…And we stand – therefore – in front of a choice, which is represented at the end of this Domino sequence, where we are called to make a fundamental decision: What will we choose, selfishness and destruction or selflessness and survival?

 

     Irina Gabiani’s installation

“Domino principle (the end is your choice)”, 2018

                                 

 

 

 

 

 

 

 

 


 

 

 

 

 

Irina Gabiani, separate works, 2018

Acrylic on canvas or wood panel.

100×40 cm each.

 

          

 

 

     

       

      

   

      

    

     

     

   

   

   

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Irina Gabiani’s artist book at Declinando il libro d’artista, Unimediamodern, Genova, Italy

 

 

Declinando il libro d’artista

UNIMEDIAMODERN GENOVA

24 November 2018 – 14 January 2019

Leporelli di:

Limbania Fieschi – Anna Oberto – Maria Luisa Malerba – Giacomo Bonino – Marcello Frixione – Pino De Luca – Sandra Chiesa – Irina Gabiani – Philip Corner – Angelo Pretolani – Mauro Panichella – Roberto Rossini – Maurizio Duranti – Berty Skuber – Chiara Veronica Natta – Dario Gentili – Angela Mambelli – Mauro Ghiglione – Enzo Minarelli – Carla Iacono – Giulia Vasta – Emme Friperione – Antonio Flamminio – Fulvio Magurno – Maurizio Camerani – Paola Nizzoli Desiderato – Rebecca Ballestra – Sandro Ricaldone

Altri artisti in mostra:

Giannetto Fieschi – Claudio Costa – Aurelio Caminati – Carlo Merello – Roberto Agus – Piergiorgio Colombara – Emilio Scanavino – Rocco Borella – Chumi Chumez – Hans-Hermann – Ugo La Pietra Corrado Bonomi – Ben Vautier – Giuseppe Chiari – Renato Mambor – Carlo Tognolina – Luigi Viola -Elisabeth Scherfigg – Lucio Pozzi – Henry Chopin – Gianni Bertini – Ugo Carrega – Vincenzo Ferrari -Aldo Mondino – Ben Patterson – Jackson Mac Low – La Monte Young – George Maciunas – Robert Filliou – Joseph Beuys – Emanuele Magri – Charles Deyfrus – Giuseppe Pellegrino – Nanni Balestrini – Geoffrey Hendricks – Sergio Muratore – Daniel Spoerri – Paolo Gioli – Li Chi Choi – Daniele Ferrarazzo – Sarenco – Lucio Fontana – Vittoria Gualco – Coco Gordon – Fabio Mauri – Remo Salvadori – Serge III – Roberto Floreani – Giovanni Rizzoli – Martino Oberto – Giulia Niccolai – Alik Cavaliere – Martin Hiddink – Rino Baldassare – Gianni Sedda – Jean Leppien – Antonio Calderara -Salvo – Gianni Baretta – Marco Vaglieri – Marcel Duchamp – Jean Dupuy – Takako Saito – George Brecht – Dick Higgins – Alison Knowles – Emmett Williams – Ugo Mulas – Matteo Sanna – Roman Opalka – Enrico Morovich – John Cage – Vittore Baroni – Viviana Buttarelli – Ay-O – Eric Andersen -Plinio Mesciulam – Aldo Spinelli – Raffaele Rossi – Loredana Gallante – Giovanni Fontana – Arturo Schwarz

…Madamina il catalogo è questo…

Il libro d’artista è un lavoro artistico realizzato sotto forma di libro, spesso pubblicato come edizione numerata a tiratura limitata, sebbene a volte sia prodotto come oggetto unico e venga chiamato appunto unique.

Libri artistici sono stati prodotti usando una vasta gamma di forme, tra cui rotoli, pieghevoli, copertine, fogli rilegati o liberi contenuti in scatole. Gli artisti si sono occupati di stampa e produzione di libri da secoli, ma il libro d’artista si è affermato principalmente nel XX secolo. (Wikipedia)

La domanda di partenza dovrebbe essere “come nasce una mostra”, domanda alla quale è facilissimo rispondere ma altrettanto difficile dare una risposa convincente. In occasione di questa, che abbiamo chiamato “Declinando il libro d’artista”, sarebbe forse più opportuno chiedersi “come nasce una collezione”. In questo caso l’unica risposta che potrei dare è: “Quando qualcosa mi piace davvero, dopo 10 minuti ne ho almeno 3 esemplari!”

Parte fondante dell’esposizione è la quantità di libri d’artista che sono riuscita a raccogliere in questi quasi 50 anni da che è iniziata la mia attività di gallerista. Libri unici, libri oggetto, libri stampati con intervento, libri stampati in numero ridotto di copie, numerati, firmati, dedicati. Libri stampati formati da pochi fogli legati assieme con un nastro o con una cordicella, libri bianchi, libri senza parole, libri di immagini, ecc. ecc. Libri nei quali la dedica è più importante del libro stesso, carta, carta, carta a rivendicare il proprio diritto e la propria nobiltà nel tempo dell’ebook e dei tablet.

Mesi fa, quando la voglia di vedere e far vedere in “bella mostra” una parte dei libri era già diventata progetto, c’è stato un incontro con un oggetto speciale, il leporello “cahier de voyage” che Giovanni Fassio realizza, immaginando novelli Goethe o Stendhal a passeggio nel nostro bel paese a prendere appunti sulle sue meraviglie. Ebbene, mi sono innamorata di un Leporello, non di colui che canta “Madamina il catalogo è questo…”, ma di questo librino fatto a fisarmonica, che può anche rappresentare uno scrigno segreto in tempi in cui tutte le più intime sensazioni vengono condivise senza mistero e quindi senza fascino, sui vari social di cui siamo in qualche caso le vittime.

In un tempo brevissimo i leporelli si sono moltiplicati, sono passati dalle mani di Giovanni alle mie e poi a quelle di altrettanti artisti ed è nata una mostra nella mostra, bella, ricca e divertente come tutte le volte che si realizza un progetto con la stretta collaborazione degli artisti stessi.

Ora c’è un solo problema: 30 erano i leporelli, solo 29 rispondono all’appello… dove sarà finito il trentesimo fiore di questa collana speciale?

Caterina Gualco

17 novembre 2018

There is a myriad of possibilities

for what artists’ books can be.^1

Dick Higgins

Nella storia millenaria del libro, l’avvento della stampa ha apportato una mutazione che Marshall McLuhan ha analizzato ne La Galassia Gutenberg, sostenendo che ha determinato il passaggio da una forma di comunicazione nella quale erano coinvolti tutti i sensi ad un assoluto predominio dell’elemento visivo e della razionalità. Se questa tesi, per quanto non priva di fondamento, può apparire eccessiva, è indubbio che in quel frangente il libro si è posto come uno dei primi oggetti seriali, idealmente predisposto per una produzione massiva operabile da chiunque disponesse della strumentazione necessaria, cui era tecnicamente più idoneo rispetto ad altre modalità di riproduzione meccanica come l’incisione, che – pur proponendosi fini analoghi – scontava limitazioni oggettive (il progressivo deterioramento della matrice) e implicava comunque una forma di autorialità elitaria. In questo consolidato contesto il libro d’artista interviene, fra Ottocento e Novecento, muovendo in tre diverse direzioni: – a ritroso, verso la forma del codice (miniato o semplicemente calligrafico), con un significativo recupero della componente manuale; – in avanti, attraverso l’incorporazione nella forma libro di materiali che le attuali modalità produttive non consentono di riprodurre in serie neppure attraverso le tecnologie più avanzate (sovviene a questo proposito l’osservazione di Peter Frank secondo cui “le idee realmente ambiziose a proposito della forma libro sono costrette a proporsi attraverso un esemplare unico e sono perciò assimilabili più al disegno o alla scultura che al volume da biblioteca”^2); – verso l’interno, in una sorta di decostruzione degli aspetti comunicativi usuali, alterati secondo varie strategie o addirittura azzerati. È a partire da un “acte de démence”, come Mallarmé definiva “Un coup de dés”, che si dipana questa nuova esistenza del libro. Un’esperienza sconvolgente, quasi una rivoluzione copernicana, di fronte alla quale Paul Valery non esitava a confessare “Mi sentivo come se scorgessi la figura di un pensiero fissato per la prima volta nello spazio. Qui in verità parlava l’esteso, qui sognava, qui produceva forme nate dal tempo. Attesa, dubbio, raccoglimento erano diventate cose visibili. Col senso della vista, palpavo pause corporee del silenzio”. Di qui un crescendo: dalle disposizioni mimetiche dei “Calligrammes” di Apollinaire agli esplosivi tour de force tipografici della marinettiane “Parole in libertà futuriste”; dai duetti fra parole e immagini di Cendrars e Sonia Delaunay (“La prose du Transsibérien”) e con Léger (“La fin du monde filmée par l’Ange N.-D.”), al design costruttivista nel “Dlia Golosa” (per la voce) di Majakovskij. Un crescendo che monta verso il libro imbullonato di Depero e la litolatta di Tullio d’Albisola e Bruno Munari; verso il collages détournés da Max Ernst in “Une semaine de bonté” e la “Boite verte” dove Duchamp raccoglie le note per il “Grande Vetro”, sino a incrociare le vivaci silhouettes ritagliate da Henri Matisse in “Jazz” … Ma è nel secondo dopoguerra che il libro d’artista si affranca completamente dal residuo che in precedenza lo legava sovente alla sfera dell’illustrazione, per trasformarsi in opera in se conchiusa. Feticcio e oggetto auratico, contenitore di nuovi alfabeti (come non ricordare in proposito “Les journaux des dieux” di Isou?), gioco permutazionale senza limite (Queneau), catalogo tematico di materiali visivi (Ruscha), prototipo di investigazioni strutturali (Gleber), di sole pagine trasparenti (Manzoni) o di istruzioni fuori schema (Yoko Ono), è venuto a costituire per gradi, analogamente alla Mail Art, una sorta di disciplina a sé stante, coltivata ovunque con intensità e frequenza, manipolando e combinando creativamente i linguaggi contemporanei. In questa mostra sono presenti, oltre a lavori prodotti per la specifica occasione, molteplici esempi riconducibili a talune delle tendenze che hanno animato la scena contemporanea: dalla Scrittura visuale (con Martino Oberto e Ugo Carrega) alla Poesia Concreta (Henri Chopin); dal Lettrismo a Fluxus e così via. Un autentico mare magnum da cui scaturisce l’interrogativo se nel libro d’artista sia o meno identificabile una tipologia, un vero e proprio “genere”. In senso negativo si è espresso, ad esempio, Dieter Schwarz^3, argomentando che non si danno, negli esempi concreti dei libri d’artista, caratteri costanti, un “denominatore comune” a suo parere necessario per approdare alla costituzione di un genere. La stessa “unità” del libro – secondo Michel Foucault – è precaria. Il libro, sostiene il filosofo francese, “ha un bel darsi come un oggetto che si tiene in mano; ha un bel rannicchiarsi nel piccolo parallelepipedo che lo contiene: la sua unità è variabile e relativa”^4 e ciò sia sotto il profilo del supporto materiale sia sotto l’aspetto discorsivo, ovvero della presentazione dei contenuti verbali e d’immagine. Un’opposta convinzione è stata espressa da Dick Higgins – artista Fluxus e promotore, attraverso la sua casa editrice, la newyorkese Something Else Press, del libro d’artista – secondo il quale “la produzione di libri d’artista non è un movimento. Non risponde a un programma che una volta adempiuto raggiunge il suo coronamento prima di scomparire, a poco a poco, nel passato. È un genere, aperto ad artisti di ogni sorta, con stili e obiettivi diversi”^5. E, a sostegno di questa opinione un argomento a mio parere non controvertibile è dato dall’esistenza, che in questa rassegna si può verificare in concreto, di una costellazione di autori che, pur nella diversità dei singoli approcci, si mostra consapevole di operare in un ambito condiviso, da una parte, e dall’altra di una comunità di fruitori che guarda a queste pratiche come un fenomeno sostanzialmente coeso sebbene plurale. Al di là di questa problematica, tuttora indecisa e forse non decidibile occorre riconoscere con Anne Mœglin-Delcroix che il libro d’artista “trae la sua ragion d’essere e il suo interesse dall’intima contraddizione che intrattiene tra il rifiuto dei mezzi convenzionali d’espressione artistica e una certa connivenza con la storia del libro”^6, che consente di evitare il duplice rischio di scadere per un verso nella mera illustrazione o, all’opposto, nella comunicazione tout court. Secondo la studiosa francese è “rimarchevole come i più grandi libri d’artista non nascano dal desiderio di fare un libro per fare un libro, ma di dire qualcosa che richiede il libro”. Un libro che non si dà come forma meccanicamente vincolante, ma realizza “un insieme di virtualità libresche multiple”^7.

Sandro Ricaldone

Note:

1) Dick Higgins, A Preface, in Artists’ Books. A Critical Anthology and Source Book, edited by Joan Lyons, Gibbs Smith Publishers, Kaysville 1985 p. 11.

2) Peter Frank, introduzione a Words & Images. A Contemporary Artists Books Exhibition, pagina non numerata.

3) Dieter Schwarz, Lawrence Weiner Books 1968-1989, Walther König, Köln 1989, pp. 127-128.

4) Michel Foucault, L’archéologie di savoir, Gallimard, Paris 1969, p. 34.

5) Dick Higgins, op. cit., p. 12.

6) Anne Mœglin-Delcroix, Esthètique du Livre d’artiste 1960/1980. Une introduction a l’art contemporain, Le mot et le reste / Bibliothèque Nationale de France, nouvelle édition revue et augmentée, Marseille 2012, p. 9.

7) Ibidem, p. 403.

 

 

Irina Gabiani’s artist book:

La vita e’ un viaggio nel tempo e nello spazio, 2018 

Collage, ink on paper

 

 

 

 

Irina Gabiani’s video at Time is Love. 11, Mulhouse Art Contemporain, Mulhouse, France

L’association Mulhouse Art Contemporain propose au public mulhousien et aux amateurs d’art vidéo une soirée de projection dont le programme a été confié au commissaire d’exposition Kisito Assangni, sur une invitation de l’artiste Marie Paule Bilger.

Le mot de Mulhouse Art Contemporain :
Dans la multitude d’expressions de l’art contemporain aujourd’hui, l’art vidéo occupe une place essentielle. Au carrefour des langages (image, son, graphisme, numérique) la vidéo propose au spectateur une relation très directe à l’œuvre et un dialogue singulier avec l’auteur.
L’image envahit notre monde moderne. Elle se multiplie, se démultiplie, se diffuse dans notre quotidien, sollicite l’attention dans tous les lieux possibles, sorte de miroir aux mille facettes parfois déformantes, troublantes, comme un abîme dans lequel se perdrait notre perception.
En proposant cette soirée, Mulhouse Art Contemporain, poursuit son objectif principal : mieux faire connaître l’art contemporain au public le plus large possible. La vidéo constitue à cet égard un moyen évident et éminemment pertinent.
Dominique Bannwarth, président

Une artiste invite un commissaire d’exposition :
Ayant rencontré Kisito Assangni à vidéoformes et avoir été invitée à participer à son cycle d’art vidéo, j’ai eu très envie de le faire connaître. Mulhouse attend avec impatience “Time is love”, merci à Mulhouse Art contemporain pour le soutien.
Marie Paule Bilger

TIME is Love.11 – cycle d’art vidéo international
TIME is Love Screening est un événement d’art contemporain annuel et itinérant, mettant en vedette les artistes internationaux autour du thème noble qu’est l’amour.
Depuis sa création en 2008, le projet a présenté près de 400 artistes provenant de plus de 45 pays. Il a été montré à Peanut Art Project, New york ; Centre d’art contemporain de Glasgow ; Kunsthal 3.14, Bergen ; Studio1.1 Gallery, Londres ; Zet Foundation, Amsterdam ; Pink Gallery, Séoul ; Galerie Toolbox, Berlin ; Sala Rekalde, Bilbao ; Sint-Lukas Gallery, Bruxelles ; Musée d’art contemporain Ticino, Suisse ; Sazmanab – Centre d’art contemporain, Téhéran etc…
Les sentiments amoureux recouvrent le désert de nos plus grands maux comme de nos plus belles joies. C’est sur le fil de cette ambivalence épineuse que les artistes sélectionnés se risquent.
Ils nous livrent sans concession un éventail de complexités, d’amertumes et de passions généré par les rapports humains.
Chacun des artistes mène une pratique interdisciplinaire apportant un questionnement et une critique sur un système de relation à autrui qui nous apparaît comme étant en voie de disparition.
Des rapports difficiles, complexes, qui s’évanouissent progressivement au profit d’intérêts personnels, économiques et triviaux.
Si TIME is Love dresse un sombre portrait des sentiments humains, des lueurs d’espoirs résident, résistent malgré tout.
Si aujourd’hui le temps est synonyme d’argent, TIME is Love s’emploie à détourner les regards vers des valeurs plus essentielles afin que le temps puisse rimer avec celui de l’amour, du rassemblement et du lâcher prise.
L’amour en tant que sentiment universel s’extirpe ici des clichés traditionnels et d’un idéalisme intemporel.
L’amour est exprimé de manières déconcertantes, troublantes, subtiles et riches. Il est décliné, scruté et traduit avec profondeur et intensité, à l’image de la complexité du genre humain.

Artistes présentés :
Albert Bayona (Espagne), Angelina Voskopoulou (Grèce), Anupong Charoenmitr (Thailande), Céline Trouillet (France), Dee Hood (USA), Djibril Dramé (Sénegal), Erick Tapia (Mexique), Frederico Evaristo (Brésil), Helina Metaferia (Ethiopie), Hiroya Sakurai (Japon), Iloisa Fortes (Cap Vert), Irina Gabiani (Luxembourg), Isabel Pérez Del Pulgar (Espagne), Joas Nebe (Allemagne), Kokou Ekouagou (Togo), Lisa Birke (Canada), Magdalena Zeisel (Autriche), Mauricio Saenz (Mexique), Matilde De Feo (Italie), Michael Macgarry (Afrique du Sud), Mohamed Thara (Maroc), Sandrine Deumier (France), Sarah Bliss (USA), Tom Skipp (Royaume-Uni), Vijay Raghavan (Inde).

Commissariat : Kisito Assangni
Kisito Assangni est un commissaire d’exposition indépendant, consultant et producteur Franco-Togolais qui a suivi une formation en muséologie. Il partage aujourd’hui son temps entre Londres et Paris.
Très impliqué dans l’art vidéo, la performance et l’art sonore, son travail analyse principalement l’impact de la post-mondialisation et la psychogéographie. Ses recherches se concentrent sur les modes de production culturelle qui combinent la théorie et la pratique.
Ses projets ont été présentés dans le monde entier – à la Whitechapel Gallery à Londres, au ZKM Museum à Karlsruhe (Allemagne); au Torrance Art Museum à Los Angeles, au Malmo Konsthall en Suède, au Musée d’Art Contemporain de Séoul, au Centre National d’Art contemporain à Moscou, au Musée d’Art Contemporain de Tenerife en Espagne et bien d’autres.
Fondateur du programme d’art vidéo TIME is Love, Kisito Assangni est aussi à l’origine du projet [SFIP] – Still Fighting Ignorance & Intellectual Perfidy – observatoire pour la critique, la recherche et la présentation de l’art vidéo Africain.

 

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Still fro Irina Gabiani’s video “One common father”
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Interview and reportage on Irina Gabiani and her art from Radio Tavisupleba (რადიო თავისუფლება) “Shin utskoetshi” (At home abroad).

 

Interview and reportage on Irina Gabiani and her art by Okropir Rukhadze from Radio Tavisupleba (რადიო თავისუფლება).

Interview and reportage with video are available within the program “Shin utskoetshi” (At home abroad).

მხატვარი ლუქსემბურგში, რომელსაც ხანდახან ნარიყალას მოაგონებს.

საჰერცოვოს დედაქალაქის ციტადელი. ევროპის კავშირის ინსტიტუტები და ხელოვნება ერთ პატარა, მაგრამ სახელგანთქმულ ქალაქში, სადაც “შინ – უცხოეთშის” ავტორი ოქროპირ რუხაძე და ოპერატორი ილია სამურგანიდი ქართველ არტისტს შეხვდნენ.

 

https://www.radiotavisupleba.ge/a/%E1%83%98%E1%83%A0%E1%83%98%E1%83%9C%E1%83%90-%E1%83%92%E1%83%90%E1%83%91%E1%83%98%E1%83%90%E1%83%9C%E1%83%98—%E1%83%A8%E1%83%98%E1%83%9C-%E1%83%A3%E1%83%AA%E1%83%AE%E1%83%9D%E1%83%94%E1%83%97%E1%83%A8%E1%83%98-%E1%83%9A%E1%83%A3%E1%83%A5%E1%83%A1%E1%83%94%E1%83%9B%E1%83%91%E1%83%A3%E1%83%A0%E1%83%92%E1%83%A8%E1%83%98/29528140.html   

 

 

 

 

Irina Gabiani’s video at Time is Love.11, Galerie Toolbox, Berlin, Germany

20 October

 BERLIN
TIME is Love.11 [Show 5]
International video art program

GALERIE TOOLBOX
Finnish-German Art Space
Koloniestr 120
13359 BERLIN
Germany
www.galerietoolbox.com
www.timeisloveshow.org
www.facebook.com/timeisloveshow

Saturday 20th October 2018
7.30PM
Free admission

Artists:
Albert Bayona, Angelina Voskopoulou, Anupong Charoenmitr, Céline Trouillet,Cristina Picchi, Dee Hood, Djibril Drame, Erick Tapia, Frederico Evaristo,Helina Metaferia, Iloisa Fortes, Irina Gabiani, Isabel Pérez Del Pulgar, Isidora Ficovic, Jennida Chase, Joas Nebe, Kokou Ekouagou, Laura Celada, Lisa Birke, Magdalena Zeisel, Mauricio Sáenz, Matilde De Feo, Mohamed Thara,Przemek Węgrzyn, Salvatore Insana, Sandra Bouguerch, Sandrine Deumier,Sarah Bliss, Susanne Wiegner, Tom Skipp, Tushar Waghela, Vijay Raghavan,Balbzioui Yassine.
(c) Anupong Charoenmitr

Curated By Kisito Assangni
Special Thanks to Andreas Wolf

 

 

 

 “One common father”, Still from the video by Irina Gabiani

 

 

IRINA GABIANI’S WORKS AT “NERO POSITIVO / NERO NEGATIVO”, GIAN MARCO CASINI GALLERY, LIVORNO, ITALY

 

Nero Positivo / Nero Negativo 

Exhibition at

Gian Marco Casini Gallery, Livorno, Italy

Opening 23.6.18 h 19

 

Participating artists:

 

Irina Gabiani

Dario Gentili

Mauro Panichella 

Renato Spagnoli 

Lorenzo Taini 

 

 

 

Irina Gabiani, Giorno notte, notte giorno / Giorno giorno, notte notte, 2018 (double diptych)
4 canvases, each: 30x30cm
Mix media on canvas

Nero Positivo / Nero Negativo, catalogue for the exhibition

Gian Marco Casini Gallery
Via F. Crispi 52, 57123 Livorno
T +39 3403014081
www.gmcg.it

 

 

Irina Gabiani’s participation to Lucca Art Fair with Gian Marco Casini Gallery, Lucca, Italy

 

Gian Marco Casini Gallery  – at Lucca art Fair

Lucca, Italy 

via della Chiesa XXXII
trav. I, 237 – Lucca

OPEN:

From 18 to 20 May, 2018

Friday 15,00 – 20,00
Saturday 11,00 – 20,00
Sunday 11,00 – 20,00

 

Participating artists:

 

Elio Marchegiani – Paolo Cotani – Paolo Mazi – Riccardo Guarneri – Giorgia Griffa –

Noël Dolla – Enzo Cacciola – Lamberto Pignotti – Giuseppe Chiari – Sarenco – Arrigo Lara – Totino  

– Ben Vautier – Ben Patterson – Philip Corner – Nanni Balestrini – Jiri Colar – Ugo Carrega 

– Roland Sabatier – Irina Gabiani – Mauro Ponichella – Clarissa Baldessari – Vettor Pisani 

– Lorenzo Taini – Renato Spagnoli – Piero Gilardi – Raffaella Rossi – Enrico Bartelli – Dario Gentili 

 

https://gmcg.it/

http://www.irinagabiani.com/

http://www.luccaartfair.it/en

 

Gabiani’s works at Gian Marco Casini Gallery, Lucca Art Fair

 

 

 

Irina Gabiani’s video at TIME is Love.11 [Show 4], International video art program, Ex-New Contemporary Art Center, Italy

 

3 May~~~~ > ITALY
TIME is Love.11 [Show 4]
International video art program

EX-NEW CONTEMPORARY ART CENTER
Via Alessandro Manzoni
9/A Sulbiate (MB)
Milano – Italy
https://www.ex-new.com/it/timeislove/
www.facebook.com/timeisloveshow
www.timeisloveshow.org

3rd – 6th May 2018
Free Admission

Featuring:
Albert Bayona, Céline Trouillet, Dee Hood, Djibril Drame, Erick Tapia, Frederico Evaristo, Helina Metaferia, Irina Gabiani, Isabel Pérez Del Pulgar, Kokou Ekouagou, Lisa Birke, Magdalena Zeisel, Mauricio Sáenz, Matilde De Feo, Mohamed Thara, Sandra Bouguerch, Sandrine Deumier, Sarah Bliss, Susanne Wiegner, Vijay Raghavan.

Curated by Kisito Assangni


Special Thanks to Vénera Kastrati

 

 

 

 


Still from Irina Gabiani’s video “One common Father”

 

Time is Love 11, at Ex- New Contemporary art Center, Subiate, Italy

 

 

Irina Gabiani’s video at TIME is Love.11 [Show 3], Casablanca International Video Art Festival, Morocco

24 April – MOROCCO
TIME is Love.11 [Show 3]
International video art program

CASABLANCA INTERNATIONAL VIDEO ART FESTIVAL
Casablanca – Morocco
www.fiav.ma
www.facebook.com/timeisloveshow
www.timeisloveshow.org

24th – 28th April 2018
Free Admission

Featuring:
Albert Bayona, Angelina Voskopoulou, Anupong Charoenmitr, Céline Trouillet,Cristina Picchi, Dee Hood, Djibril Drame, Erick Tapia, Frederico Evaristo,Helina Metaferia, Iloisa Fortes, Irina Gabiani, Isabel Pérez Del Pulgar, Isidora Ficovic, Jennida Chase, Joas Nebe, Kokou Ekouagou, Lisa Birke, Laura Celada, Magdalena Zeisel, Mauricio Sáenz, Matilde De Feo, Przemek Węgrzyn, Rrose Present, Salvatore Insana, Sandra Bouguerch, Sandrine Deumier, Sarah Bliss, Schweizer Maya, Soar Soaring-Words, Susanne Wiegner, Tom Skipp, Tushar Waghela, Vijay Raghavan.

 

Curated by Kisito Assangni
Special Thanks to Mohamed Thara

Still from Irina Gabiani’s video “One common father”